| La Boa |
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| Scritto da Francesca Romagnoli |
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Beh! Direi che, arrivata alla boa del quarto di secolo, sia d'obbligo un piccolo riassunto, per analizzare ad oggi il mio percorso in questa strana e complicata cartina che è la vita.
Prefazione Mi voglio concentrare su un tema particolarmente spinoso, soprattutto per vedere se arrivata alla fine avrò dato risposta alle migliaia di domande che mi assalgono; sì perché a volte parlando e tirando fuori tutto quello che ci tormenta si riesce a trovare la soluzione? la frase che ho appena scritto mi suona vagamente buddhista? Ma che ne so? Comunque! (Vi capiterà di incontrare spesso le mie divagazioni durante la lettura. Consiglio spassionato: non fateci troppo caso!) Il tema di cui sopra, qualcuno l'avrà sicuramente intuito, soprattutto chi mi conosce bene, rullo di tamburi, squilli di trombe, tutti insieme: oooooooohhhhhhh!!. Ebbene sì, strano a dirsi, L'AMORE, Ladies&Gentlemen! Capisco il vostro sgomento, in fondo nessuno ha mai affrontato la cosa, neanche uno straccio di libro, canzone, poesia, film ecc! Lo so, lo so, starete pensando Quant'è avanti questa ragazza! Il prossimo passo quale sarà, insegnare agli alieni a preparare le lasagne?!? Parliamoci chiaro: so perfettamente di non essere né la prima né l'ultima che si cimenta in questo tipo di racconto, ma anch'io voglio dire la mia! Anch'io voglio far sapere a tutti (o a quei 2 o 3 santi che leggeranno) come la penso! In effetti mi sento un po' tipo la gente che va in televisione senza aver "studiato" e fa cose viste e riviste fino alla nausea. Il fatto è che mi sono detta: "Uffa! Caspita! Ci sono anch'io a questo mondo e avrei tante cose da dire che se non le tiro fuori rischio di esplodere!". Per questo comincerò dall'inizio, o almeno dai primi ricordi che le mie "anziane membra di 25enne ringufita" tengono ancora in ostaggio, impolverati, sbiaditi e malconci. Badate bene, questo non vuole essere un Manuale stile "Amore: Istruzioni per l'Uso", anche perché credo di essere la persona meno indicata sulla faccia della Terra per mettersi in cattedra e dispensare consigli su un argomento così inspiegabile e sfuggevole. Farò una cosa molto più semplice: mi limiterò a raccontarvi quello che ho vissuto finora. Starà a voi poi farvi un'idea. Spero che qualcuno si rispecchi in quello che leggerà, qualcuno ne riderà, qualcuno non andrà oltre il prologo, qualcuno si arrabbierà, qualcuno si sentirà sollevato, qualcuno troverà risposte (la sottoscritta?), qualcuno aggiungerà domande alle domande, qualcuno si annoierà. Io sarò felice qualsiasi cosa vi susciti perché vorrà dire che, nel bene o nel male, ho raggiunto il vostro cuore. Capitolo I IL PRIMO AMORE NON SI SCORDA MAI?. PORCA MISERIA SE E' VERO! Provincia di Siena. Scuola Materna. Età: 3 anni. Piccola bambina riccioluta incontra bel bambino moro. Per lei à già amore eterno. Per lui? Nessuno lo saprà mai. Riccioli d'oro, innamorata più che mai, lo nomina suo fidanzatino ufficiale (ma in realtà sogna l'abito bianco e lui vestito di nero che la fa ballare in una sala piena di gente; c'è una remota possibilità che lei fosse un attimo fuorviata dalla visione ripetuta di "Cenerentola", che scoprirà più avanti essere una meravigliosa e crudele utopia). Lui? bello, moro, sembianze da classico ragazzaccio (o meglio bambinaccio vista l'età), con una grossa cicatrice da ustione sul petto che lo rende ancora più attraente (Eh sì, il fascino del cattivo munito di ferite di "guerra" non muore mai? Neanche all'asilo!). Passano intere giornate insieme, tra merende a pane e prosciutto, costruzioni di mattoncini colorati, macchinine, disegni e nanne collettive in mezzo a pupazzi fluorescenti "gli anni'80" erano bizzarri sotto molti aspetti! Stralcio di conversazione tra la piccola innamorata e il di lei fratello 18enne appena fidanzatosi con quella che sarebbe diventata sua moglie 8 anni più tardi: "Senti, io da grande mi voglio sposare e avere 10 bambini, 5 maschi e 5 femmine! Oh!". Accidenti! Cosa non darei per potermi ricordare la faccia del mio adorato fratellone dopo aver sentito quelle parole! E soprattutto non ho mai saputo quale fu il suo commento, o se ce ne fu mai uno. Riuscite ad immaginare come possa sentirsi una donna intrappolata in un corpo di bambina? Una bambina nata per fare la madre ma talmente impaziente da volere 10 figli ancora prima di sapere esattamente come metterli al mondo? E' un delirio, ve lo dico io! E come si deve sentire una madre che, rivelando alle figlie di 5 anni che di lì a poco si sarebbero trasferite in una nuova città, si sente rispondere con tono serio e preoccupato dalla piccola innamorata: "No, mamma, non possiamo davvero andare via, io ho il mio fidanzato, non posso andarmene, come faccio con lui!??" Mia mamma adesso ci ride sopra ma credo che allora le sia preso un mezzo colpo! Alla fine, ovviamente, siamo partite alla volta della città. Non ricordo cosa avessi provato ma emotivamente il distacco non deve essere stato facile, in fondo era la mia prima "storia seria", durata ben 2 ANNI! Che avessi avuto 3 o 30 anni era ed è irrilevante perché io sentivo di Amare davvero quel bambino, ero sicura che sarebbe diventato mio marito e il padre dei miei 10 figli; come del resto ero convinta lo sarebbero stati gli "amori platonici" che avrei vissuto successivamente e che mi avrebbero accompagnato per tutta l'adolescenza e oltre. Cominciate ad intuire a cosa state andando incontro? Preparate i fazzoletti perché d'ora in poi verserete fiumi di lacrime, che siano di dolore, di rabbia o perché non riuscite a smettere di ridere. Non avete scampo, gli amori così detti platonici sono sempre all'insegna del masochismo, rasentano spesso la comicità (almeno a posteriori) ma fanno anche tanta tanta rabbia, vero? Io vi ho avvertiti, in ogni caso non credo che quello che leggerete vi coglierà "impreparati", chi non ha mai vissuto nella sua vita un'esperienza simile? Hey tu, sì tu che scuoti la testa sogghignando, tu, maschio apparentemente senza cuore che stai leggendo giusto per farti 2 risate sulle disgrazie altrui, non fare il finto tonto! So benissimo che alle elementari ti perdevi negli occhi della bella maestra, o non vedevi l'ora che i tuoi sloggiassero di casa così avresti potuto stare ad ammirare la bionda baby-sitter! NON NEGARE! Tutti, prima o poi, inciampano in una maledetta storia a senso unico, qualcuno ne esce ferito, qualcuno passa in fretta oltre, qualcuno (come me) non ne ha mai abbastanza e, invece di imparare dagli errori, continua a ruzzolare deliberatamente, storia dopo storia, scalino dopo scalino. Il mio primo vero amore è stato solo l'inizio di un'escalation di esperienze devastanti; ma io l'ho adorato con tutta me stessa, meno di un metro di bambina riccia e paffutella che aveva tenuto in sé un sentimento milioni di volte più grande di lei; un sentimento profondo che è e rimarrà dentro di me per sempre. Sarebbe quantomeno strano rivedere quel bambino, che, con la mia fervida immaginazione e i cuoricini negli occhi, ho trasformato nel mio "principe azzurro Cenerentolesco"! Forse, rivedendolo adesso, mi farei una grassa risata e lui penserebbe che sono una psicopatica, ma non posso promettere che il mio cuore non mi farebbe brutti scherzi provocandomi un seppur minimo e impercettibile sussulto. Probabilmente non mi sarà mai dato sapere. E, pensandoci, forse è meglio così, forse è inutile, ora, iniziare a formulare la famigerata "Lista dei Se" che resteranno comunque sospesi, senza una risposta. Meglio guardare avanti e lasciare che questo particolare ricordo mantenga il suo sapore fanciullesco e innocente come fosse una romantica magia. Capitolo II CATTIVO! HA UCCISO TUTTE LE MIE LUMACHE DA CORSA?. MA QUANT?E? AFFASCINANTE?.! Montagna. 6 anni. In montagna, dopo una giornata di pioggia estiva, il passatempo preferito della nostra Riccioli d?'ro era conosciuto come "Cerca lumacci", ovvero uscire in giardino e buttarsi in mezzo alle piante a cercare di catturare più lumache possibile. Badate bene, non per mangiarle, ma bensì per metterle tutte in una scatola da scarpe riempita di lattuga (neanche fossero tartarughe!) e prepararle fisicamente ad una estenuante gara di velocità, disputata su un campo diviso in corsie fatte di legnetti. Devo ammettere (grazie, grazie, gli autografi dopo!) che l'organizzazione era degna delle migliori Olimpiadi! Detto questo, un giorno d'estate, dopo aver disputato un'avvincentissima gara, tutte le simpatiche lumachine vennero come sempre rimesse in libertà dalla bambina, nel giardino aperto di una parente. E fin qui tutto nella norma; ma la piccola non sapeva che di lì a poco sarebbe successa un'irreparabile tragedia. Il sole riscaldava il terreno umido, e si respirava un'aria fresca di pioggia. Improvvisamente un rumore di passi e risa. La bambina, che ad occhi chiusi si era completamente immersa nella natura, pensò "Oddio, arriva qualcuno! Si salvi chi può!", e, con il cuore in fibrillazione per la paura, corse a nascondersi in un punto del giardino da cui poteva osservare comunque la scena. Eh sì, perchè dovete sapere che, l'adorabile cascata di riccioli che era la sottoscritta, oltre ad essere, già dalla tenera età, un'inguaribile romantica sognatrice, aveva anche un piccolissimo ed infinitesimale difettuccio: era atrocemente e incommensurabilmente timida, dalla testa ai piedi; una timidezza che le attanagliava le viscere e la costringeva a stare, per gran parte del tempo, appesa alla gonna della madre invece che a "socializzare" con i coetanei, come qualsiasi altro esserino compresa la sua sorella gemella! Tornando a noi, la scena che le si presentò davanti la segnò per sempre. Un bambino magrolino, capelli scuri, accompagnato da quello che si scoprirà in seguito essere il fratello minore, stava avanzando verso il giardino. I due si guardarono intorno con aria vagamente annoiata notando che non c'era nulla di interessante nei paraggi. Improvvisamente il loro sguardo cadde su un punto del terreno e la bambina notò con sorpresa che sui loro volti era comparso uno strano sorriso sadico. Cominciarono a saltellare come impazziti, ridendo e sbraitando. Fatto inspiegabile per la bambina che seguiva da lontano, finché non capì cosa stavano facendo: le sue povere lumachine indifese! Restò dov'era ma, quasi sottovoce, ripeté: "Quegli stupidi! Stanno uccidendo le mie lumache! Perché? Perché sono così cattivi? Cosa gli hanno fatto di male? Sono grandi e grossi e loro non si possono difendere o scappare!". Si mise a piangere in silenzio e sentì un odio così profondo nel cuore, un sentimento devastante che non aveva mai provato prima. Ebbe l'istinto di andare a prendere quel brutto ceffo per le orecchie, scaraventarlo a terra e pestarlo come lui aveva fatto con quei poveri animaletti. Se solo fosse stata un po' più grande e un po' più temeraria! Ma il nostro coniglietto tremante avrebbe presto cambiato idea nei riguardi del crudele assassino di lumache che aveva incontrato quel piovoso giorno d'estate. Capitolo III SANGUINOSO ASSASSINO O INTRIGANTE GUERRIERO? Montagna. 6 anni. Scampagnata con amici e parenti. Bambina riccioluta assiste impassibile al passaggio di un uragano sotto le mentite spoglie di bambinetto secco e infido attrezzato con arma di precisione. Stranamente familiare quel viso pungente; e quello sguardo poi. Era lì e correva con la sua fionda, 9 anni, smilzo, con gli occhi furbi e perfidi di chi ha trovato il bersaglio perfetto e si diverte sadicamente a tormentarlo. La bambina, vestita a festa, si teneva a debita distanza dietro ad un albero, e osservava ogni mossa di quel fastidiosissimo, strano animale. Aveva il batticuore, forse la paura o più probabilmente il desiderio di diventare la sua prossima preda. Sensazione strana il bisogno di attenzione? La piccola improvvisamente si ricordò chi si nascondeva dietro quella calamità naturale: il feroce assassino delle sue atlete olimpioniche! NO!!! Non poteva essere lui! E perché continuava ad esserne rapita? Non aveva senso tutto ciò! Tra mille interrogativi passò il pomeriggio, e passò anche l'uragano. Con la sua mira infallibile arrecò innumerevoli danni a flora, fauna, popolazione e quant'altro, tutto senza minimamente accorgersi della figura minuta, seminascosta dietro l'albero; d'altronde era troppo occupato ad abbattere chiunque gli capitasse a tiro. La bambina era confusa: nel ricordare il pomeriggio passato nell'ombra ad osservare "Capitan Fionda" sorrideva ma, allo stesso tempo, sentiva un brivido lungo la schiena. Cosa le stava succedendo? Avrebbe dovuto solo detestare quell'essere prepotente e spavaldo che tempo addietro aveva ridotto in poltiglia il suo gioco preferito! Invece, ripensava ai suoi occhi, al suo modo di muoversi, al suo sorriso, che non le sembrava più così perfino in fondo. C'era qualcosa in lui che attirava la sua attenzione, forse perché le sembrava così "irraggiungibile": lo sentiva mille miglia lontano, occupato a tormentare tutti meno che lei, come se questo fosse un privilegio riservato a pochi. Allora, formulando nella mente quei pensieri, arrossii. Non mi sorprendo nel veder tornare, oggi, quello stesso colorito sulle mie guance. I ricordi hanno esercitato sempre un grosso potere su di me. Quel giorno ebbi la consapevolezza di essermi innamorata di un assassino spietato e crudele. Ma, dico io, come si fa a non cadere ai piedi di un killer così carino! D'accordo, prende ignobilmente a sassate i tuoi parenti; ok, spiattella senza nessun rimorso le tue adorate lumache, ma lo fa sfoderando il suo sfavillante sorriso e le sue meravigliose fossette! Come puoi non desiderare di sposarlo dal primo istante in cui posi gli occhi su di lui (e lui peraltro non pensa neanche lontanamente di fare lo stesso con te!)? La risposta sarebbe fin troppo ovvia, ma stiamo parlando di ME!. Pronto? Inguaribile romantica? Sognatrice? Moglie e Madre Perfetta dall'età di 3 anni? Miss "Castelli in Aria"? Fan di Cenerentola?!!! Come pensate che andrà a finire la "favola"? Dai, so che ce la potete fare, vi do un aiutino: Platone sta alla Filosofia come Riccioli d'Oro sta a Capitan Fionda! Capitolo IV "Ecco... E ora" E ora piango, ecco cosa! Perché non riesco più ad andare avanti??? Perché non riesco più a scrivere??? E io che mi ero crogiolata nella felice illusione di essere tornata quella di una volta che scriveva pagine e pagine di emozioni... Verrà mai fuori da questa frustrante sensazione che mi blocca il cuore e la mente??? Che tristezza........... e che vita sprecata.......... Francy Triste |



